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Altre realtà
Universo, universi, multiversi

Numero 7

21 maggio 2001

 

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Indice:

 


         Amadio Bianchi

Docente di Yoga, filosofia indù e massaggio Ayurvedico, Amadio Bianchi dirige 
l’Ass. C.Y. Surya per il benessere psicofisico di Milano. Come consulente o autore di testi, collabora  con riviste, giornali, editori e televisioni private. Più volte ha collaborato con gli Enti Ufficiali Indiani e Italiani organizzando incontri sulla cultura indiana o il benessere psicofisico. Tiene corsi e conferenze un po' ovunque ed è spesso presente nei maggiori congressi in qualità di relatore.

Che cos'è lo YOGA
(parte della relazione presentata al congresso “Psicologia e Psichiatria per il 3° Millenio -  Casinò di Sanremo - settembre 1998)

 di Amadio Bianchi 

La mente umana, nel suo processo evolutivo, é stata rischiarata dalla luce della consapevolezza, generando sistemi il cui fine é il miglioramento della condizione umana.
Sono le circostanze che, talvolta, determinano la collocazione geografica, dove, tali sistemi, si manifestano più chiaramente al mondo.
Così, lo Yoga trova in India la collocazione storica della sua nascita rimanendo, in seguito, altresì imprigionato nella cultura religiosa di questo paese.

Ciò diviene determinante ai fini del ricercatore il quale, oggi, deve per forza passare attraverso la cultura indiana per poter comprendere il fine ed utilizzare le tecniche che vanno a formare il sistema di “Liberazione “ denominato Yoga. E quando si dice “liberazione” si intende dire liberazione dal giogo della sofferenza umana ma per un Hindù rappresenta, inoltre, la via per liberarsi dal ciclo del samsara o delle rinascite indissolubilmente legate alla distorta visione dei sensi che impedisce lo scioglimento dell’unione con la sofferenza e l’accesso alla conoscenza del Sé assoluto.

La parola Yoga, dunque, appartiene al mondo spirituale e, qualche volta, utopistico indiano, anche se lo Yoga più antico, alcuni sostengono, non presentasse alcuna connotazione di tipo culturale o religioso.
L’antica origine dello Yoga è sicuramente pre-ariana come testimoniano i ritrovamenti archeologici di Harrappa e Mohenjo-daro città appartenenti alla civiltà della valle dell’Indo che precedono lo sviluppo dell’India vedica.

Lo Yoga ritenuto classico, invece, vede la luce nei primi secoli della nostra era ed é considerato uno dei sei Darsana, o punti di vista, del pensiero filosofico-religioso Hindù la cui codificazione, come tutti sanno, si attribuisce a Patanjali, compilatore degli Yoga-sutra o Aforismi dello Yoga di datazione, come sempre accade quando si é a contatto con la storia indiana, assai incerta.

Come si é detto già tante volte, Yoga é una parola sanscrita che derivando dalla radice del verbo Yuj indica l’atto di aggiogare. Esempio: aggiogare i buoi al carro. Il suo significato accorda a questo sistema il ruolo di disciplina laddove si pensi di aggiogare la personalità istintuale presente nella natura umana, per orientarla e finalizzarla verso scopi ben più alti rappresentati da altri significati, che vedremo in seguito, attribuibili al verbo Yuj.

I fautori di questa disciplina, inizialmente si addestrano, in ambito psico-somatico, ad aggiogare mente e corpo per ottenere una perfetta unità, operante a profondi livelli  verso una singola idea.
Essi passano così a sperimentare una prima sensazione  di aggregazione armonica che corrisponde ad uno stadio piacevole nel quale la mente risulta parzialmente riorganizzata.

Per tornare al verbo sanscrito Yuj, troviamo quasi sempre indicati, come vi dicevo, altri significati oltre il più intrinseco “aggiogare” che ritengo possano rappresentare precise tappe e relative esperienze di coscienza, come quella sopra descritta legata al verbo unire o unione se riferito alla parola Yoga.

Una terza proposta interpretativa, appunto, si ravvisa nella parola “fusione” che per lo Yoga rappresenta il livello coscienziale d’esperienza relativamente più avanzato che, di solito, segue la completa realizzazione dell’unione psico-fisica.
In questo stadio il soggetto dopo aver preso atto dell’interrelazione dinamica esistente tra sé e ciò che lo circonda, la realizza fortemente anche come sensazione.
Ciò vale a far cadere le ultime resistenze e contrarietà verso aspetti della manifestazione, naturalmente anche verso gli uomini, sentendosi in fusione ed a loro legato da qualcosa di comune.

Cambia a questo punto la sua visione del mondo. Le parole amico, nemico o indifferente vengono sostituite da favorevole, sfavorevole o neutrale e, per conseguenza, si presenta in lui una più evidente stabilità emotiva.
Le memorie, soprattutto attraverso la pratica della meditazione, vengono anch’esse riorganizzate e spogliate dall’aspetto emotivo. Il pesante fardello, che in molti casi costituisce il deprimente passato, viene sciolto e spesso si nota lo scomparire dei sensi di colpa.

L’individuo può così incamminarsi verso un quarto stadio di realizzazione che lo porterà a cercare la gioia duratura e ciò che sta oltre l’ordinario, ovvero il trascendente.
Lungo la via potrebbe sperimentare la suprema quiete, conoscere e riposare nella vera essenza del suo essere.
Attraverso una continua meditazione sul vero sé, che è pura coscienza eterna ed aldilà del complesso psico-somatico e delle oppressioni mondane egli potrebbe giungere alla libertà.
Nel pieno successo di questa fase il soggetto dovrebbe tornare ad integrarsi, o meglio si reintegrerebbe nella collettività, si pensa privo di resistenze, e con una chiarissima visione della realtà.

Per concludere questa prima parte devo per di più affermare che la scienza dello Yoga esige di insegnare un metodo che permetta di conseguire l’unione completa del Sé, cioè della realtà spirituale presente in ognuno di noi con quella universale la cui costituzione sarebbe, secondo una ipotesi dell’antica letteratura, realtà, coscienza, beatitudine (Satchidananda).
Questa unione sarebbe l’unico vero Yoga. Il punto da dove si parte per questa esperienza.
Uno stato di coscienza nel quale i mistici si propongono di incontrare e conoscere Dio.

Un percorso, forse a ritroso, per mezzo del quale il generato, per così dire, ritornerebbe nel grembo del generante, anzi fondendosi nella stessa natura di quest’ultimo sicuramente perdendo la sua identità individuale.

 


4 parole magiche
da usare giornalmente

Come individuo creativo, hai a disposizione due strumenti incredibili che formano la base del tuo potere creativo. Che tu ne sia consapevole o no, stai già usando uno di questi strumenti per creare ogni cosa che tu attualmente sperimenti nella tua vita - buona o cattiva che sia.

Comincia a usare questi due strumenti insieme e imbriglierai la forza creativa che si trova dentro di te per manifestare il desiderio del tuo cuore. Prima di poterlo fare, comunque, dovrai usare le 4 parole magiche che condividerò con te fra un momento. Prima, parliamo degli strumenti potenti ai quali mi riferisco. Gli strumenti sono attenzione e intenzione.

L'attenzione è definita come: "Concentrazione dei poteri mentali su un oggetto." Usi l’attenzione ogni volta che concentri i tuoi pensieri su qualche cosa, che sia  un oggetto o  un altro pensiero. Una semplice legge universale dice che dovunque tu concentri la tua attenzione, concentri la tua energia creativa. In altre parole, quello a cui pensi è quello che fai crescere e quindi crei nella tua esperienza.

Il secondo strumento, l'intenzione, è definito come: "Un scopo che dirige  l'azione." L'intenzione è lo scopo, l'oggetto o la realtà che vuoi portare nella tua esperienza. L'intenzione è "l'oggetto dei tuoi desideri."

Quando tu concentri la tua * attenzione* su quello che vuoi e usi la tua * intenzione* per crearla, afferri una forza creativa che può muovere letteralmente le montagne. Alexander Graham Bell ha parlato di questa forza quando ha affermato: "Che cos’è questo potere io non so dire; tutto quello che so è che esiste ed è disponibile solo quando un uomo è in quello stato mentale in cui sa esattamente quello che vuole ed è determinato a cercarlo finché lo trova."

Le 4 parole magiche che ti permettono di usare questa forza creativa nella tua vita sono...... "Che cosa vuoi veramente?"

Suona semplice, vero? E. Ma non sempre è facile sapere che cosa vuoi. Inoltre, quando decidi realmente cosa vuoi, affronti la sfida di domandare e ricevere. Anche ti trovi di fronte a dei momenti quando  ricevi quello che hai voluto, solo per scoprire che non era così importante come pensavi.

Così finisci per accettare e tollerare qualunque cosa la vita ti getta, che sia nella tua carriera nelle tue relazioni, il tuo reddito, il tuo ambiente, etc.
Dopo, sicuramente, nel nostro stato di " vita sopportata" più  ci concentriamo su quello che non vogliamo e più ne attiriamo.

Detto con le parole di Susan Powter, guru del fitness: "Interrompi questa follia!"
"Che cosa vuoi veramente?" Comincia a usare queste 4  parole ogni giorno. Come Stephen Covey dice: "Scrivilo, circondalo di asterischi, sottolinealo." Se le domandi, le risposte arrivano. Continua a domandare finché le risposte arrivano.

Vedi, ricevi sempre qualche cosa, anche se a volte è negativa.

Allora "che cosa vuoi veramente?" Ripetilo a voce alta insieme a me. "Cosa voglio veramente"?

Se non sei sicuro della tua risposta, potresti frequentare un corso o interpellare un esperto. E' una questione troppo importante non puoi continuare a ignorarla. E' la tua vita, dopo  tutto. Comincia oggi. Ripeti ancora: "che cosa voglio veramente?"

Quando hai trovato la risposta, concentra la tua attenzione su di essa e dichiara la tua intenzione di crearla.  


Attitudine

Più a lungo vivo e più capisco l'influenza dell' attitudine sulla mia vita. Essa è più importante sia del fallimento che del successo,  sia di quello che le altre persone pensano o dicono o fanno. E' più che apparenza, conoscenza o abilità.
Essa farà o fermerà una nazione,  una casa o un'azienda.

La cosa straordinaria è che noi abbiamo la possibilità di scegliere l'attitudine di ogni giorno.
Noi non possiamo cambiare il nostro passato - non possiamo cambiare il fatto che le persone agiranno in una certa maniera. Noi non possiamo cambiare l'inevitabile.

 C'è solo una cosa che possiamo controllare o cambiare e questa è la nostra attitudine.

Io sono convinta che la vita è  fatta per il 10% di quello che accade e per il 90% di come reagisco agli avvenimenti.  E così è per te e per me - abbiamo la responsabilità delle nostre attitudini. Così, scegliamo un'attitudine positiva.

 

 


Semi per pensare

La Divinità dentro di te è come un flusso di acqua viva.  Bevi profondamente.


L'affermazione 
della settimana:

 Bevo profondamente del Divino dentro di me fino a inondare di  perfezione la mia vita e il mio mondo. 

La visualizzazione 
della settimana:


Chiudo i miei occhi e permetto a me stesso di sentire il Divino dentro di me.  L'immagino come un flusso di acqua viva fluente in ogni cellula del mio corpo. Sento le mie cellule rispondere a questa Divina energia. Bevono alla luce e diventano sane  e vitali. Questa vivente acqua fluisce attraverso le mie emozioni portando un senso di calma e pace profonda. I miei pensieri sono lavati da questa luce che rimuove tutti i vecchi e negativi pensieri e convinzioni. Mi sento pulito, puro e  rinfrescato dopo aver bevuto profondamente di questa luce pura che si sofferma dentro di me. Vedo questa acqua vivente che fluisce nella mia vita creando prosperità, successo e gioia. Combino questi pensieri ed immagini con un sentimento di gioia e li lascio andare. 

   


Questa Ezine è lanciata nel cyber-spazio da Angela Canestri

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