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Altre realtà

Numero 4

14 marzo 2001

Universo, universi, multiversi


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Se vuoi uscire dalla lotta e imparare a vivere una vita da creatore consapevole, devi imparare a usare gli strumenti che Dio ha fornito ad ognuno di noi.

Vedere è credere
di Angela Canestri

Sfortunatamente la maggior parte di noi ignora la sua vera identità e non ha imparato ad usare i doni di cui disponiamo per rendere le nostre vite migliori. La Visualizzazione è uno di questi doni.

La Visualizzazione è facile da usare, come tutti gli altri strumenti di creazione, noi la usiamo tutti i giorni per creare la nostra esperienza della realtà. Sognare ad occhi aperti, fantasticare, fare mentalmente le prove di qualcosa e immaginare sono tutti esempi di visualizzazione.

Chi di noi non ha sognato ad occhi aperti su una vacanza imminente o una gita con degli amici. In molti abbiamo fantasticato di vincere il primo premio di una lotteria o trovare un lavoro migliore.

Sfortunatamente, non conoscendo il potere della nostra immaginazione, noi usiamo spesso la Visualizzazione per creare esperienze indesiderate nella nostra vita. Noi mentalmente proviamo e riproviamo le nostre paure più grandi.

Ti è mai successo di immaginare come reagiresti se ti derubassero o se ti aggredissero? Non hai mai avuto una discussione immaginaria con un collega di lavoro? E chi di noi non ha immaginato, con grande sofferenza, la perdita di una persona cara? O il peggior risultato possibile in una situazione che stai vivendo?

Se hai risposto di sì anche ad una sola delle domande precedenti, allora stai già usando il potere e l’energia dell’immaginazione per creare cose che non desideri nella tua vita. Benché l’umanità abbia sempre usato qualche forma di immaginazione mentale, soltanto negli ultimi anni si comincia a parlare apertamente del potere della visualizzazione.

I Kahuna, gli shamani di un popolo che abitava nelle Hawaii conoscevano bene il potere della visualizzazione. Nello Huna (il nome che veniva dato al loro corpus di conoscenze) essi facevano uso di una tecnica chiamata “piantare il seme” e che consisteva in una particolare tecnica di visualizzazione, con effetti veramente strepitosi.

Alcune aziende fanno seguire agli impiegati corsi di visualizzazione per migliorare le performance e la produzione. Molti  allenatori la usano con gli atleti, perché è dimostrato che la ripetizione mentale di una performance sportiva è davvero in grado di migliorare le prestazioni di un atleta.

Ma la visualizzazione si può usare anche per migliorare e potenziare gli effetti di una dieta o di una terapia. Alcuni medici, consigliano la visualizzazione per rafforzare le difese immunitarie, per i problemi di pressione e per normalizzare il battito cardiaco. Io stessa, nella mia professione di empowerment-consultant, ho insegnato le tecniche di Visualizzazione creativa dello Huna per risolvere i problemi più disparati.

Le tecniche di Visualizzazione possono essere applicate a molte aree della tua vita e, se le userai consapevolmente per creare quello che vuoi sperimentare, ti aiuteranno a superare i momenti difficili.

 Visualizzazione  creativa

Fra i componenti di una visualizzazione creativa efficace vi è una immagine chiara di quello che vuoi creare combinata con una forte emozione positiva.

Ma attenzione, non sempre le rappresentazioni mentali sono nella forma di un’immagine. Alcune persone usano pensieri, parole o sensazioni per creare quella che, con poca precisione, chiamiamo un’immagine mentale.

Puoi scoprire quali componenti usi abitualmente per creare immagini mentali osservando i tuoi sogni ad occhi aperti o le tue fantasie. Vedi chiaramente le immagini o il tuo sogno ad occhi aperti consiste di immagini confuse e sensazioni? Ma di questo parleremo più estesamente nel prossimo numero con lo Stile di apprendimento, non perderlo!


E se ci sfuggisse "qualcosa" di più ovvio di quanto potessimo sospettare? E se, nello studio dei fenomeni paranormali, una "legge base", che parte dagli effetti, fosse in grado di aiutarci a definire in maniera più unitaria cause soggettivamente diversificate?

Le leggi che sottintendono 
ai fenomeni paranormali
di Antonio Bruno

Coloro che devono giustamente avvicinarsi alla vastissima casistica parapsicologica, o paranormale che dir si voglia, con metodo scientifico e razionale, hanno determinato, a partire dagli ultimi decenni del XIX Secolo, un metodo definito "Quantitativo" il quale postula la sistematica applicazione del metodo statistico alla verifica ed allo studio delle capacità paranormali.

Il parapsicologo italiano Ferdinando Bersani scrive: "Le prove condotte con il metodo statistico ammontano ormai a milioni, e la panoramica fatta (in altro lavoro. N.d.R.) non può che dare una pallida idea della mole di lavoro svolto. Il maggior merito del metodo quantitativo consiste nell'aver portato la parapsicologia all'attenzione del mondo accademico, usando una metodologia già largamente sperimentata in altre scienze. Entro le modalità ed i limiti del metodo stesso si può dire che esso ha portato larghe prove a favore dell'esistenza dei fenomeni psi...."

Del metodo quantitativo tornerò ad occuparmi. Per ora, ne voglio accennare in merito all'evidenza che tale metodo ha posto in essere, e cioè che i  fenomeni paranormali sottoposti a sperimentazione non si presentano ma perfettamente identici, come qualcuno pretenderebbe, e questo perchè *lo sperimentatore verrebbe a far parte integrante dell'esperimento*. Mi viene allora, immediata e spontanea, una domanda da profano: ma non è, in fondo, ciò che afferma la stessa fisica quantistica, sebbene rapportato a realtà infinitesimali del mondo sub-atomico?

Questa interazione fra osservatore e fatto osservato è un principio che io ritengo sia primario non sottovalutare. Essa, infatti, potrebbe condurci ad una coppia di ipotesi diverse ma non troppo, indipendenti ma complementari, che potrebbero fornirci la chiave di accesso ad un universo strutturalmente molto diverso  da quello che abbiamo costruito in secoli di osservazione positivista.
Queste due ipotesi sono: la Teoria Olografica, e quella del Polipsichismo. Riguardo alla prima, rimando il lettore a coloro che, soprattutto nel campo della fisica quantistica, ne sono stati attratti e conquistati, come i fisici Pribram, Bohm e Talbot, con i loro lavori e pubblicazioni di grande interesse, o lo psichiatra Stanislav Grof, a cui si debbono studi approfonditi e significativi sulle implicazioni psichiche della teoria olografica.

In merito alla seconda teoria, quella del Polipsichismo, non sarà inutile spendere qualche parola. Con il termine "polipsichismo" si cerca di definire una concezione che postula uno psichismo comune a tutti gli esseri viventi i quali, pur fruendo di volontà indipendente e coscienza, possono influire sull'insieme di uno  psichismo superiore da cui, gerarchicamente, si sviluppano gli altri ordini derivati.

A dire il vero, bisognerebbe distinguere fra "psichismo" e "polipsichismo", in quanto il primo considera quella psichica come la forma primaria e generale riscontrabile nell'universo di energia, mentre il secondo si addentra nella considerazione ed analisi dei vari psichismi dei viventi i quali, si pensa, possono riunirsi a loro volta in psichismi superiori. Psichismi di base, o inferiori, e psichismi superiori, comuni a "gruppi" o "centri psichici" di esseri viventi, confluiscono nell'inconscio e, pur agendo autonomamente, danno vita ad un nuovo concetto, quello della *coscienza individuale* la quale scaturisce dalla fusione e collaborazione dei due psichismi.

Applicare le concezioni polipsichiste alla parapsicologia, fu scelta di molti studiosi, negli ultimi due secoli. L'ingegnere inglese James McKenzie (1869-1929) fra i principali fautori dello "spiritismo scientifico", teorizzò che tutti gli esseri viventi, dai più elementari fino all'uomo, si organizzano in psichismi collettivi i quali sono in grado di rappresentare i veri e propri psichismi di specie, di famiglia, di gruppo. Tali psichismi, sarebbero anche dotati di facoltà paranormali in grado superiore.

Il grande parapsicologo americano Gardner Murphy (1890-1979), ordinario di psicologia alla Columbia University di New York, di parapsicologia all'università di Topeka nel Kansas nonchè presidente di varie Società per la Ricerca Psichica negli anni '40-'50, formulò, sulla base del polipsichismo, la sua teoria dell' "entità interpersonale" la quale supponeva che, negli esperimenti inerenti le varie fenomenologie parapsicologiche (telepatia, e chiaroveggenza in primo piano), si venisse formando un'unica entità psichica, comprendente gli psichismi del sensitivo, degli sperimentatori e dei presenti in genere.

Tale entità psichica, sorta di fusione estemporanea creata dall'evento sperimentale, sarebbe il campo d'azione costituente una specie di "micro-realtà" che, di fatto, si concretizza nella fenomenologia paranormale. Essendo, però, questa realtà psichica composta, occasionale ed in funzione di un'esperienza non continuativa, ciò che ne nasce è un insieme praticamente imprevedibile e sempre mutevole quanto mutevoli possono essere i componenti dei vari psichismi raggruppati.

Metaforicamente parlando, consideriamo la musica. Essa esiste come fenomeno sonoro oggettivo e come insieme di suoni costituiti da vari fattori concomitanti: principalmente l'esistenza di un autore, di strumenti musicali e di interpreti; ma, mentre nella musica noi possiamo essere in grado di riprodurre sempre (anche se in modo mai identico) lo stesso brano se lasciamo inalterati i fattori suddetti, nella fenomenologia paranormale è come se, ogni volta, non solo cambiassero gli esecutori ma anche si trattasse di un concerto lasciato all'improvvisazione ed alle variabili sinergie dei componenti dell'orchestra.

Proseguendo ancora per un momento il paragone con un concerto musicale, se nell'insieme degli esecutori entrano uno o più elementi che stonano o che non sono allo stesso livello di preparazione degli altri, l'insieme del risultato melodico sarà senz'altro negativamente condizionato.

Trasportando tutto questo discorso sul piano psichico, un piano, cioè, molto più plastico e mutevole, comprendiamo come possano effettivamente essere determinanti, nello studio della fenomenologia paranormale, coloro che si propongono come osservatori della stessa.

L'esperimento paranormale, come la "semplice" seduta medianica, sono creatori di polipsichismi in essere e, come tali, costituire una realtà assolutamente non ripetibile, in senso strettamente sperimentale. Non dobbiamo, del resto, ricorrere alla teoria del polipsichismo, per renderci conto di tutta una gamma di fenomeni che in natura non possono essere ripetuti meccanicamente. Nella stessa psicologia, inoltre, l'osservato è sempre mutevole, a seconda del soggetto, e su postulati base frutto di un lungo percorso proprio di quella disciplina, il lavoro dello psicologo è un continuo scoprire nuovi adattamenti, nuove sfaccettature dei medesimi postulati.

Tornando al polipsichismo, ci sarebbero ulteriori interessanti osservazioni da fare. Ad esempio nel mondo animale, dove gli psichismi, se è vero che si riuniscono in un'unico insieme di specie, famiglie e gruppi, possono determinare una vasta gamma di fenomenologia paranormale, principalmente la telepatia la quale, nel mondo animale, appunto, pare particolarmente sviluppata (vedansi gli studi di Rupert Sheldrake di cui, in questa sede, mi limiterò a citare il bel libro "I poteri straordinari degli animali").

E che dire della paranormalità nelle piante? Potrà sembrare quantomeno curioso, ma a livello parapsicologico pare che in certi processi riproduttivi e conservativi del mondo vegetale (generazione di semi uncinati, semi piumati, sistemi di impollinazione, ecc...) si possa riscontrare la tendenza delle piante di sviluppare vere e proprie capacità "chiaroveggenti", in grado di permettere loro la conoscenza dell'ambiente circostante e di sfruttarlo a vantaggio di tutta la specie.

Il polipsichismo può dunque fornire valida risposta alle tante domande che scaturiscono dall'osservazione dei fenomeni paranormali? Per molti parapsicologi sembrerebbe di sì. Ed io, collegandomi a quanto dicevo più sopra, aggiungo che, opportunamente esteso ed adattato, questo concetto potrebbe essere in grado di fornirci una chiave interpretativa del nostro universo e della realtà in cui tutti noi siamo inseriti, se non rivoluzionaria certamente innovativa e straordinaria.

Antonio Bruno, studioso di fenomeni "paranormali" e autore di numerosi articoli,  è il fondatore e presidente dell'Associazione Graal

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