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Se
vuoi uscire dalla lotta e imparare a vivere una vita da creatore
consapevole, devi imparare a usare gli strumenti che Dio ha
fornito ad ognuno di noi.
Vedere è credere
di Angela
Canestri
Sfortunatamente la
maggior parte di noi ignora la sua vera identità e non ha
imparato ad usare i doni di cui disponiamo per rendere le nostre
vite migliori. La Visualizzazione è uno di questi doni.
La Visualizzazione
è facile da usare, come tutti gli altri strumenti di creazione,
noi la usiamo tutti i giorni per creare la nostra esperienza della
realtà. Sognare ad occhi aperti, fantasticare, fare mentalmente
le prove di qualcosa e immaginare sono tutti esempi di
visualizzazione.
Chi di noi non ha
sognato ad occhi aperti su una vacanza imminente o una gita con
degli amici. In molti abbiamo fantasticato di vincere il primo
premio di una lotteria o trovare un lavoro migliore.
Sfortunatamente,
non conoscendo il potere della nostra immaginazione, noi usiamo
spesso la Visualizzazione per creare esperienze indesiderate nella
nostra vita. Noi mentalmente proviamo e riproviamo le nostre paure
più grandi.
Ti è mai successo
di immaginare come reagiresti se ti derubassero o se ti
aggredissero? Non hai mai avuto una discussione immaginaria con un
collega di lavoro? E chi di noi non ha immaginato, con grande
sofferenza, la perdita di una persona cara? O il peggior risultato
possibile in una situazione che stai vivendo?
Se hai risposto di sì anche ad una sola delle
domande precedenti, allora stai già usando il potere e
l’energia dell’immaginazione per creare cose che non desideri
nella tua vita. Benché l’umanità abbia sempre usato qualche
forma di immaginazione mentale, soltanto negli ultimi anni si
comincia a parlare apertamente del potere della visualizzazione.
I Kahuna, gli
shamani di un popolo che abitava nelle Hawaii conoscevano bene il
potere della visualizzazione. Nello Huna (il nome che veniva dato
al loro corpus di conoscenze) essi facevano uso di una tecnica
chiamata “piantare il seme” e che consisteva in una
particolare tecnica di visualizzazione, con effetti veramente
strepitosi.
Alcune aziende
fanno seguire agli impiegati corsi di visualizzazione per
migliorare le performance e la produzione. Molti
allenatori la usano con gli atleti, perché è dimostrato
che la ripetizione mentale di una performance sportiva è davvero
in grado di migliorare le prestazioni di un atleta.
Ma la
visualizzazione si può usare anche per migliorare e potenziare
gli effetti di una dieta o di una terapia. Alcuni medici,
consigliano la visualizzazione per rafforzare le difese
immunitarie, per i problemi di pressione e per normalizzare il
battito cardiaco. Io stessa, nella mia professione di
empowerment-consultant, ho insegnato le tecniche di
Visualizzazione creativa dello Huna per risolvere i problemi più
disparati.
Le tecniche di
Visualizzazione possono essere applicate a molte aree della tua
vita e, se le userai consapevolmente per creare quello che vuoi
sperimentare, ti aiuteranno a superare i momenti difficili.
Visualizzazione
creativa
Fra i componenti
di una visualizzazione creativa efficace vi è una immagine chiara
di quello che vuoi creare combinata con una forte emozione
positiva.
Ma attenzione, non
sempre le rappresentazioni mentali sono nella forma di
un’immagine. Alcune persone usano pensieri, parole o sensazioni
per creare quella che, con poca precisione, chiamiamo
un’immagine mentale.
Puoi scoprire
quali componenti usi abitualmente per creare immagini mentali
osservando i tuoi sogni ad occhi aperti o le tue fantasie. Vedi
chiaramente le immagini o il tuo sogno ad occhi aperti consiste di
immagini confuse e sensazioni? Ma di questo parleremo più
estesamente nel prossimo numero con lo Stile di apprendimento, non
perderlo!
E se ci sfuggisse
"qualcosa" di più ovvio di quanto potessimo sospettare?
E
se, nello studio
dei fenomeni paranormali, una "legge base", che parte
dagli
effetti, fosse in
grado di aiutarci a definire in maniera più unitaria cause
soggettivamente
diversificate?
Le
leggi che sottintendono
ai
fenomeni paranormali
di Antonio
Bruno
Coloro che devono
giustamente avvicinarsi alla vastissima casistica
parapsicologica, o
paranormale che dir si voglia, con metodo scientifico e
razionale, hanno
determinato, a partire dagli ultimi decenni del XIX Secolo,
un metodo definito
"Quantitativo" il quale postula la sistematica
applicazione del
metodo statistico alla verifica ed allo studio delle
capacità
paranormali.
Il parapsicologo
italiano Ferdinando Bersani scrive: "Le prove condotte con il
metodo statistico ammontano ormai a milioni, e la panoramica fatta
(in altro lavoro. N.d.R.) non può che dare una pallida idea della
mole di lavoro svolto. Il maggior merito del metodo quantitativo
consiste nell'aver portato la parapsicologia all'attenzione del
mondo accademico, usando una metodologia già largamente
sperimentata in altre scienze. Entro le modalità ed i limiti del
metodo stesso si può dire che esso ha portato larghe prove a
favore dell'esistenza dei fenomeni psi...."
Del metodo
quantitativo tornerò ad occuparmi. Per ora, ne voglio accennare
in merito all'evidenza che tale metodo ha posto in essere, e cioè
che i fenomeni
paranormali sottoposti a sperimentazione non si presentano ma
perfettamente identici, come qualcuno pretenderebbe, e questo
perchè *lo sperimentatore verrebbe a far parte integrante
dell'esperimento*. Mi viene allora, immediata e spontanea, una
domanda da profano: ma non è, in fondo, ciò che afferma la
stessa fisica quantistica, sebbene rapportato a realtà
infinitesimali del mondo sub-atomico?
Questa
interazione fra osservatore e fatto osservato è un principio
che io ritengo sia primario non
sottovalutare.
Essa, infatti, potrebbe condurci ad una coppia di ipotesi diverse
ma non troppo, indipendenti ma complementari, che potrebbero
fornirci la chiave di accesso ad un universo strutturalmente molto
diverso da quello che
abbiamo costruito in secoli di osservazione positivista.
Queste due ipotesi sono: la Teoria Olografica, e
quella del Polipsichismo. Riguardo alla prima, rimando il lettore
a coloro che, soprattutto nel campo della fisica quantistica, ne
sono stati attratti e conquistati, come i fisici Pribram, Bohm e
Talbot, con i loro lavori e pubblicazioni di grande interesse, o
lo psichiatra Stanislav Grof, a cui si debbono studi approfonditi
e significativi sulle implicazioni psichiche della teoria
olografica.
In merito alla
seconda teoria, quella del Polipsichismo, non sarà inutile
spendere qualche parola.
Con il termine "polipsichismo" si cerca di
definire una concezione che postula uno psichismo comune a tutti
gli esseri viventi i quali, pur fruendo di volontà indipendente e
coscienza, possono influire sull'insieme di uno psichismo
superiore da cui, gerarchicamente, si sviluppano gli altri ordini
derivati.
A dire il
vero, bisognerebbe distinguere fra "psichismo" e "polipsichismo",
in quanto il primo considera quella psichica come la forma
primaria e generale riscontrabile nell'universo di energia, mentre
il secondo si addentra nella considerazione ed analisi dei vari
psichismi dei viventi i quali, si pensa, possono riunirsi a loro
volta in psichismi superiori. Psichismi di base, o inferiori, e
psichismi superiori, comuni a "gruppi" o "centri
psichici" di esseri viventi, confluiscono nell'inconscio e,
pur agendo autonomamente, danno vita ad un nuovo concetto, quello
della *coscienza individuale* la quale scaturisce dalla fusione e
collaborazione dei due psichismi.
Applicare
le concezioni polipsichiste alla parapsicologia, fu scelta di
molti studiosi, negli ultimi due secoli. L'ingegnere inglese James
McKenzie (1869-1929) fra i principali fautori dello
"spiritismo scientifico", teorizzò che tutti gli esseri
viventi, dai più elementari fino all'uomo, si organizzano in
psichismi collettivi i quali sono in grado di rappresentare i veri
e propri psichismi di specie, di famiglia, di gruppo. Tali
psichismi, sarebbero anche dotati di facoltà paranormali in grado
superiore.
Il grande
parapsicologo americano Gardner Murphy (1890-1979), ordinario di
psicologia alla Columbia University di New York, di parapsicologia
all'università di Topeka nel Kansas nonchè presidente di varie
Società per la Ricerca Psichica negli anni '40-'50, formulò,
sulla base del polipsichismo, la sua teoria dell' "entità
interpersonale" la quale supponeva che, negli esperimenti
inerenti le varie
fenomenologie parapsicologiche (telepatia, e chiaroveggenza in
primo piano), si venisse formando un'unica entità psichica,
comprendente gli psichismi del sensitivo, degli sperimentatori e
dei presenti in genere.
Tale entità
psichica, sorta di fusione estemporanea creata dall'evento
sperimentale, sarebbe il campo d'azione costituente una specie di
"micro-realtà" che, di fatto, si concretizza nella
fenomenologia
paranormale.
Essendo, però, questa realtà psichica composta, occasionale ed
in funzione di un'esperienza non continuativa, ciò che ne nasce
è un insieme praticamente imprevedibile e sempre mutevole quanto
mutevoli possono essere i componenti dei vari psichismi
raggruppati.
Metaforicamente
parlando, consideriamo la musica. Essa esiste come fenomeno sonoro
oggettivo e come insieme di suoni costituiti da vari fattori
concomitanti: principalmente l'esistenza di un autore, di
strumenti musicali e di interpreti; ma, mentre nella musica noi
possiamo essere in grado di riprodurre sempre (anche se in modo
mai identico) lo stesso brano se lasciamo inalterati i fattori
suddetti, nella fenomenologia paranormale è come se, ogni volta,
non solo cambiassero gli esecutori ma anche si trattasse di un
concerto lasciato all'improvvisazione ed alle variabili sinergie
dei componenti dell'orchestra.
Proseguendo ancora
per un momento il paragone con un concerto musicale, se
nell'insieme degli esecutori entrano uno o più elementi che
stonano o che non sono allo stesso livello di preparazione
degli altri,
l'insieme del risultato melodico sarà senz'altro negativamente
condizionato.
Trasportando tutto
questo discorso sul piano psichico, un piano, cioè, molto più
plastico e mutevole, comprendiamo come possano effettivamente
essere determinanti, nello studio della fenomenologia paranormale,
coloro che si propongono come osservatori della stessa.
L'esperimento
paranormale, come la "semplice" seduta medianica, sono
creatori di polipsichismi in essere e, come tali, costituire una
realtà assolutamente non ripetibile, in senso strettamente
sperimentale. Non dobbiamo, del resto, ricorrere alla teoria del
polipsichismo, per renderci
conto di tutta una
gamma di fenomeni che in natura non possono essere ripetuti
meccanicamente. Nella stessa psicologia, inoltre, l'osservato è
sempre mutevole, a seconda del soggetto, e su postulati base
frutto di un lungo percorso proprio di quella disciplina, il
lavoro dello psicologo è un
continuo scoprire
nuovi adattamenti, nuove sfaccettature dei medesimi postulati.
Tornando al
polipsichismo, ci sarebbero ulteriori interessanti osservazioni da
fare. Ad esempio nel mondo animale, dove gli psichismi, se è vero
che si riuniscono in un'unico insieme di specie, famiglie e
gruppi, possono determinare una vasta gamma di fenomenologia
paranormale, principalmente la
telepatia la
quale, nel mondo animale, appunto, pare particolarmente sviluppata
(vedansi gli studi di Rupert Sheldrake di cui, in questa sede, mi
limiterò a citare il bel libro "I poteri straordinari degli
animali").
E che dire della
paranormalità nelle piante? Potrà sembrare quantomeno curioso,
ma a livello parapsicologico pare che in certi processi
riproduttivi e conservativi del mondo vegetale (generazione di
semi uncinati, semi piumati, sistemi di impollinazione, ecc...) si
possa riscontrare la tendenza delle piante di sviluppare vere e
proprie capacità "chiaroveggenti", in grado di
permettere loro la conoscenza dell'ambiente circostante e di
sfruttarlo a vantaggio di tutta la specie.
Il polipsichismo
può dunque fornire valida risposta alle tante domande che
scaturiscono dall'osservazione dei fenomeni paranormali? Per molti
parapsicologi sembrerebbe di sì. Ed io, collegandomi a quanto
dicevo più sopra, aggiungo che, opportunamente esteso ed
adattato, questo concetto potrebbe essere in grado di fornirci una
chiave interpretativa del nostro universo e della realtà in cui
tutti noi siamo inseriti, se non rivoluzionaria certamente
innovativa e straordinaria.
Antonio Bruno, studioso
di fenomeni "paranormali" e autore di numerosi
articoli, è il fondatore e presidente dell'Associazione
Graal
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