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Il
pensiero laterale è, letteralmente, il ponte fra i regni
(persona-orientati) del pensiero lineare ed associativo ed il regno
(anima-orientato) del pensiero sferico. Il pensiero laterale è basato
sul semplice processo mentale, integrato con risposte emozionali e
sensazioni fisiche. Il pensiero laterale procede da una serie di FATTI,
non da supposizioni. Il pensiero laterale di fatto NON fa presupposti,
anzi i presupposti iniziali limitano le possibilità di soluzione. Un
esempio classico di una persona che usa il pensiero laterale è il
personaggio di Sherlock Holmes, il detective romanzesco. La sua
straordinaria capacità di trovare la soluzione a problemi altrimenti
insolubili era dovuta alla sua abilità nell’osservare i fatti di una
situazione, senza fare presupposti iniziali.
Il
pensiero laterale perciò è puro ragionamento deduttivo. Molta gente
crede di essere capace di deduzione, quando in effetti, procede da una
prospettiva lineare ed arriva ad una conclusione basandosi sulle loro
ipotesi e opinioni precedenti. Il ragionamento deduttivo permette di
arrivare a una soluzione da fatti osservabili senza presupposti o
opinioni preconcette.
Oggi
il “pensiero laterale” è spesso associato ad esercizi ridicoli e
impraticabili. La maggior parte di questi non sono peraltro esercizi di
pensiero laterale , e ridurre l’intero campo del pensiero laterale a
“giochino da salotto” o a “seminari di training su come
sviluppare la creatività” è
un vero spreco.
Edward
DeBono identifica quattro fattori critici
associati al pensiero laterale:
1)
Riconoscere le idee dominanti che polarizzano la percezione di un
problema,
2)
cercare maniere differenti di guardare le cose
3)
allentare il controllo rigido del pensiero lineare e
4)
usare ogni chance per incoraggiare altre idee.
Così, usando il pensiero laterale, uno spezzetta gli elementi (fatti)
di un problema o di una situazione e li riordina in un modello
apparentemente casuale, per arrivare a una visione diversa della
situazione e a una possibile soluzione. Quelli capaci di fare questo
sono gli Sherlock Holmes del mondo, mentre il resto del mondo inciampa
come il Dottor Watson,
procedendo lungo le linee del pensiero cristallizzato basato su
preconcetti. Il pensiero laterale è creativo e dinamico ed incorpora le
proprietà del pensiero associativo (la capacità di raccogliere e
riallineare significati) così come del pensiero lineare (l’abilità
di procedere lungo una linea di pensiero fino a una conclusione).
Un esempio di pensiero lineare potrebbe essere questo: la compagnia ABC
commercializza un prodotto X cha ha introdotto in un certo mercato. Gli
esperti di marketing hanno previsto che il prodotto sarà un successo,
il reparto produzione garantisce la qualità superiore, il reparto
Finanza ha approvato il suo consolidamento e finalmente è sul mercato.
Salvo che, ora, le vendite languono. Il management comincia ad agitarsi.
Secondo tutte le indicazioni, la convenienza del prodotto e la sua
qualità, il costo relativamente basso, tutto avrebbe dovuto garantire
il suo successo. Usando un processo di pensiero lineare, i dirigenti
stabiliscono che il prodotto non è stato promosso efficacemente e si
imbarcano in una nuova campagna pubblicitaria.
Il
prodotto continua a non vendere. I dirigenti sono sul punto di
rinunciare, quando una giovane manager decide di analizzare il problema
da una prospettiva completamente diversa, guarda i FATTI senza i
PRESUPPOSTI precedenti. I fatti sono:
Il
prodotto X è una marca di cibi per bambini.
Il
mercato è un paese africano impoverito, nel quale le madri hanno un
bisogno disperato di cibo per i loro bambini.
Il
prezzo del prodotto è compatibile con il bilancio di una famiglia
tipica di quella cultura.
Più
del 90% degli abitanti di quel paese sono analfabeti.
Puoi
immaginarti il problema? E’ un problema reale accaduto a quella
compagnia negli anni 60 quando è diventata una multinazionale. La
compagnia era la Gerber .
In
quella cultura particolare le scatole, i vasetti e le bottiglie avevano
un etichetta che raffigurava il loro contenuto, dato che il 90% delle
persone non sapevano leggere. Quindi le persone erano avvezze
a pensare che quello che vedevano raffigurato sull’etichetta
era il contenuto del vasetto. L’etichetta della Gerber mostrava un bel
bambino.
Orribile, vero? Quella, comunque, era la soluzione del problema. Nessuno
vuol nutrire i suoi figli con carne di bambino! La giovane dirigente,
usando il pensiero laterale, ha riordinato i fatti del problema, ha
compreso quello che era stato davanti ai loro occhi per tutto il tempo,
e ha portata le sue scoperte alla riunione dei dirigenti. Le etichette
sono state cambiate immediatamente, per indicare il tipo di cibo che
ciascun vasetto conteneva e le vendite sono salite alle stelle.
Le tecniche del pensiero laterale sono ora insegnate ai manager e anche
nelle scuole, aiutando le persone ad arrivare a un nuovo livello di
pensiero creativo. Il pensiero laterale è il ponte fra le forme di
pensiero più basse e l’ultimo processo conoscitivo: il pensiero
sferico. Di cui parleremo la prossima settimana.
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