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di Jann Mitchell

Successo. Crediamo di volerlo, eppure abbiamo paura e  sabotiamo il successo in innumerevoli modi: 

  • Indugiamo.

  • Parliamo delle nostre idee per distruggerle invece di metterle in atto. 

  • Non completiamo mai un progetto.

Spesso noi sfuggiamo il successo perché, in profondità, sentiamo di non esserne degni.

Poi talvolta, quasi a dispetto di noi stessi,  il successo bussa alla nostra porta. E’ come avere un bambino: Sai che accadrà, fai progetti per il suo arrivo, lo sogni - poi improvvisamente è là, nella realtà - e ancora non riesci a crederci.

Il successo può sembrare spaventoso, quasi come un vergognoso segreto e, a volte, porta con sé una serie tutta nuova di paure: 

  • paura di essere rifiutato dalla gente, 

  • paura che gli altri si accorgano della nostra mancanza di valore, 

  • paura di avere il nostro successo in qualche modo invalidato o anche strappato via  durante la notte. 

Il successo può sembrarci desiderabile e temibile allo stesso tempo.

Messaggi confusi

Da dove provengono? Molti di noi hanno ricevuto messaggi contraddittori sul successo durante gli anni della crescita.

Era così nella mia famiglia. Da un lato siamo stati spinti a fare del nostro meglio, a fare tutto perfettamente, a finire qualunque cosa abbiamo cominciato. Quelle erano le parole che abbiamo sentito.

Le azioni che abbiamo visto ci hanno detto altrimenti. Le persone benestanti - specialmente i nostri più facoltosi parenti -  erano criticate continuamente. 

Mio papà avviava grandi progetti e raramente li portava a termine. Mamma ci faceva notare  tutte le ragioni per cui qualche cosa non poteva funzionare.

Così sebbene siamo stati incoraggiati ad avere successo, ne siamo anche stati scoraggiati,  non perché i nostri genitori volevano confonderci, ma perché avevano interiorizzato gli stessi messaggi contraddittori.  

A mia madre è stato insegnato nella sua gioventù non provare. Mio padre  viveva in una zona rurale, ed ha avuto un’adolescenza estremamente povera; esperienze come la sua hanno sicuramente scatenato sentimenti di inferiorità.

Abbiamo anche imparato a essere ipercritici con gli altri, rapidi a trovare l'incrinatura altrui capace di innalzare la nostra vacillante auto-stima.

Questo è il motivo per cui definivo le persone che "hanno" e quelle "non hanno." Io, naturalmente, ero nel novero di chi non aveva, e perciò inferiore agli altri. Io non solo non ero capace di avere successo, non meritavo di averne. Ero una vittima perpetua, sempre anelante e mai appagata.

Uno dei miei sogni è sempre stato scrivere, e quando ho finalmente scritto la mia delizia è stata stemperata dalla paura.

Se io improvvisamente mi spostavo da non avere ad avere, le persone mi avrebbero tolto la loro amicizia? Mi avrebbero vista diverso da com'ero e si sarebbero aspettati da me una impossibile perfezione? 

Potevo perdere auto-stima o soldi o chissà cosa durante la notte? 

Merito realmente il successo?

Le mie convinzioni limitanti hanno richiesto e richiedono molto lavoro, ma, gradualmente, sono emerse queste verità:

  • E OK fare errori. Tutti ne facciamo. E’ così che impariamo: attraverso un processo di eliminazione.

  • Paragonare noi stessi agli altri non è positivo. E buttare qualcun altro giù per sentirci meglio produce solo un temporaneo innalzamento di auto-stima.

  • Uno,  o anche dieci, rifiuti non significano che la tua idea (o tu) è non buona. Talvolta è sola una questione di scelta del momento.

  • Dividere le persone in categorie, quelli che hanno e quelli che non hanno, è semplicistico e impreciso. Contrariamente alle apparenze, nessuno "ce l'ha fatta." Noi tutti abbiamo le nostre preoccupazioni e insicurezze.

Noi tutti meritiamo di avere successo,  specialmente quando abbiamo lavorato sodo per esso. N. d.T. E anche se non lo abbiamo fatto, questa è un’altra convinzione limitante, ma ne parleremo un’altra volta ;-).

Il successo ha molte definizioni. Ognuno di noi deve decidere che cosa significa per se stesso. Per me, la serenità può non essere sgargiante, ma è  più importante che guidare una macchina status-symbol.

Qual’è il tuo sogno di successo? Come hai deciso di ottenerlo, alla tua maniera?

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