La Tavola di
Coligny
Nel 1897, un frammento di un
calendario di bronzo è stato scoperto a Coligny, in Francia. Si pensa
che risalga al 50 a.c. e sembra essere parte di un calendario gallico
"romanizzato" sul modello di un calendario luni-solare
celtico.
Il calendario di Coligny mostra un ciclo di circa cinque anni diviso in
62 tavole. Diversamente dal nostro calendario attuale che risale a
Giulio Cesare, questo sistema usa il periodo dell'orbita della Luna
attorno alla Terra (il mese lunare) per misurare il passaggio del tempo.
Ogni mese lunare corrisponde a 29,53 giorni. Il mese era diviso in due
periodi di 15 giorni.
Un anno solare, il tempo che la Terra impiega a girare intorno al
Sole, o una rivoluzione del Sole sull'Equinozio primaverile, è
nominalmente di 365 giorni. Dodici rivoluzioni lunari però equivalgono
a soli 354 giorni. Con il Calendario di Coligny era perciò
necessario fare degli
aggiustamenti: il primo consisteva nell'usare alternativamente mesi di
29 e 30 giorni; il secondo aggiungeva un mese ogni 2 anni e mezzo o 3
per collegare l'anno lunare più breve di 354 giorni all'anno solare di
365 giorni.
Per i Celti l'anno nuovo cominciava con la luna crescente dopo
l'equinozio d'autunno. Nelle regioni celtiche della Britannia e
dell'Irlanda si conservava la tradizione dell'inizio dell'anno nuovo a
Samhain (il 1 novembre) così che cadesse sempre lo stesso giorno del
ciclo solare. Un calendario diverso da quello di Coligny che riconciliava i cicli lunari e solari era in uso a quel tempo. L'anno
consisteva di 13 mesi, 12 come gli odierni e un mese di 3 giorni alla
fine di ottobre che collegava l'anno vecchio al nuovo. A questo
calendario si collega la cosmologia celtica attraverso l'Ogham con i
suoi alberi.